Un parco dei cittadini

Ho partecipato nei mesi scorsi, all’esperienza della progettazione partecipata del Parco Urbano di Cisanello.
L’ho fatto per curiosità, per vedere se, assumendo un metodo nuovo, basato su di un’ampia partecipazione, si poteva in effetti pervenire a risultati più interessanti di quelli cui si arriva nella prassi corrente, che vede i progetti di spazi pubblici esclusivamente portati avanti dagli uffici tecnici dei comuni o, nel caso di opere di urbanizzazione associate a lottizzazioni private, dai relativi progettisti. Secondo tale prassi, non esistono momenti di discussione preventiva delle scelte e i cittadini si ritrovano di fronte direttamente agli interventi, che possono essere più o meno riusciti, sul piano tecnico, a seconda delle qualità dei progetti (e dei progettisti) ma che spesso ingenerano insoddisfazione e proteste per le scelte di base operate.
In effetti, la massiccia partecipazione di cittadini mossi principalmente da motivazioni ambientali e spesso dotati di competenze ambientaliste, ha consentito di pervenire a risultati per me inattesi.
Non si è trattato, naturalmente, tanto di produrre un progetto in termini tecnici, quanto di definire un programma d’uso, fondato sulla conoscenza e valorizzazione delle caratteristiche ambientali del sito.
Questo, infatti, corrisponde a una parte cospicua di quello che è ormai l’ultimo relitto di campagna di Cisanello, che, a seguito dell’abbandono protrattosi per alcuni decenni, presenta i segni di una progressiva rinaturalizzazione. Il fenomeno, diversificato nelle varie situazioni locali, ha prodotto già alcuni elementi di interesse naturalistico, meritevoli di tutela, ma soprattutto ha consentito di verificare come la natura sia in grado di reinnescare i propri processi anche in ambito urbano. Questo ha portato alla scelta (o meglio: alla proposta) di consentire lo sviluppo ulteriori di tali processi, limitando l’intervento umano ad alcuni correttivi (regimazione delle acque stagnanti, riduzione o eliminazione delle specie vegetali infestanti) e quindi di prevedere solo usi sociali compatibili con il rispetto della natura in divenire.
Esito del percorso di partecipazione, seguito ed organizzato da una équipe della facoltà di Scienze Politiche guidata dal dott. Luca Corchia, è una proposta di intervento, trasmessa al comune di Pisa, affinché possa divenire, mediante la necessaria traduzione tecnica, progetto di intervento.
Se le cose andranno così, potremo dichiararci tutti soddisfatti di questa nuova metodologia di approccio alla progettazione urbana, compresa l’amministrazione comunale, che si ritrova in mano contenuti di analisi di apprezzabile spessore scientifico, e rischia molto meno che in altre situazioni, di trovarsi di fronte a fenomeni di contestazione.

S’inizia!

Ritornando da un viaggio, ho pensato alla città che vorrei:

1. Vorrei vivere in una città quieta e operosa, ricca di attività e di occasioni, nella pacifica coesistenza di tutti i gruppi sociali e culturali, di tutte le fasce d’età.

2. Vorrei una città creativa, capace di esprimere una cultura all’altezza di quella espressa nei secoli passati.

3. Vorrei una città conosciuta, amata e rispettata dai suoi cittadini e prima ancora dai suoi amministratori ed impiegati pubblici.

4. Vorrei una città che considerasse il centro il suo salotto e la periferia le sue stanza di vita.

5. Vorrei una città nella quale il verde non fosse visto come un problema, ma come una risorsa ambientale e sociale, da sviluppare con l’aiuto di tutti i cittadini.

6. Vorrei una città il cui sviluppo non significasse nuove costruzioni che consumano suolo agricolo ma recupero e riqualificazione degli edifici e degli spazi esistenti.

7. Vorrei poter girare tutta la città a piedi, in bicicletta o su mezzi pubblici, in sicurezza e tranquillità.

  1. Vorrei una città in cui mi sento veramente a casa mia e alla quale torno volentieri dopo un viaggio.

Vorrei condividere con gli altri queste mie riflessioni (ed altre); per questo ho pensato di aprire questo blog.

 

La foto pubblicata sopra fa parte della serie Unpredictable Trees creata dall’artista Barbara Nati.

© Barbara Nati 2014 www.b-n.it